Abstract
Archivio Storico di Vaniria,
Estratto dalla Cronaca delle Campagne dell’Alleanza:
Il Caso di Zakhara e l’Intervento dei Predestinati.
Una nuova minaccia si abbatté sull’Alleanza: l’isola di Zakhara, importante avamposto archeologico e punto di interesse strategico nel Mare di Zaffiro, fu avvolta da una densa nebbia oscura. Tale fenomeno, inspiegabile per la scienza e l’incantamento, si rivelò subito di natura ostile. La bruma, impossibile da dissipare e resistente a qualsiasi forma di scrutamento magico, isolò completamente l’isola dal resto di Vaniria.
Il primo allarme giunse con l’interruzione dei contatti con le spedizioni di studiosi e archeologi inviati dall’Alleanza. Le prime tre missioni di soccorso, composte da marinai e militari ordinari, scomparvero all’interno della nebbia riapparendo solo giorni dopo trasformate in vere e proprie navi della morte, popolate da Immondi, cadaveri rianimati. Non ci fu nessun superstite tra gli equipaggi comuni; solo i Predestinati, si scoprì in seguito, sembravano poter attraversare indenni il velo oscuro.
Dalle testimonianze dei pochi sopravvissuti, fu confermata la natura della minaccia: l’oscurità era opera della Terza Via, che da anni minacciava la stabilità di tutta Vaniria. Gli effetti della nebbia erano letali per qualunque creatura mortale.
In seguito a questi eventi, una convocazione ufficiale fu diramata ai Plenipotenziari dell’Alleanza e ai comandanti delle Regioni: una missione composta esclusivamente da Predestinati fu organizzata, con il duplice scopo di recuperare gli studiosi sopravvissuti e di svelare le trame della Terza Via.
Il proclama congiunto portava la firma di Sua Eccellenza Jan Ali-ul Niegos, Nobi Emerito e Dom di Sapphira, in rappresentanza dei Sovrani di Terengrat, e della Navarca Soraya Farah-izi Fawzi, a nome dell’Alto Comando dell’Alleanza.
La missione di Zakhara, oltre a segnare un nuovo capitolo nella guerra contro la Terza Via, divenne un momento cruciale nella storia dei Predestinati, chiamati ancora una volta a compiere ciò che nessun altro poteva.