Un impegno condiviso: la comunità larp e il nuovo pozzo del Convento dell’Incontro
IT
EN
07/05/2026
Una crisi improvvisa
A luglio 2025, durante un larp in corso proprio in quei giorni, il sistema idrico del Convento dell’Incontro di Bagno a Ripoli in provincia di Firenze si è improvvisamente fermato. Il coordinatore della struttura, Leonardo Molesti, aveva rilevato con preoccupazione che c’era stato un collasso delle pareti interne del pozzo che riforniva la struttura, rendendo impossibile l’approvvigionamento d’acqua.
Non trattandosi di un pozzo di proprietà diretta del convento, non era possibile intervenire per una riparazione: per una realtà che ospita eventi e svolge accoglienza, si è trattato di un problema strutturale critico.
Nonostante questo, nei mesi successivi nessun evento è stato annullato: fino a febbraio 2026 l’attività è proseguita grazie a un sistema di emergenza basato su autobotti per riempire le cisterne da 15.000 litri del convento. Una soluzione costosa e non sostenibile nel lungo periodo.
La scelta di costruire un nuovo pozzo
La soluzione definitiva è stata la realizzazione di un nuovo pozzo, questa volta interno al complesso, sotto il piazzale del convento. Il nuovo impianto, interrato e carrabile, ha una profondità di circa 230 metri.
Lo scavo è stato la fase più delicata di tutto l’intervento e, per chi lo ha seguito direttamente, come Leonardo, è stato anche il momento più carico di tensione. Per i primi 180 metri non è emersa alcuna traccia d’acqua: solo roccia e terra. Poi le prime gocce d’acqua. Da lì il flusso ha iniziato ad aumentare gradualmente, fino a stabilizzarsi a una portata sufficiente per sostenere il fabbisogno della struttura. L’emozione per Leonardo è stata forte, paragonabile a quella di veder successivamente scorrere l’acqua su fino alle cisterne e da lì uscire finalmente dai rubinetti.
Il contributo della comunità
Il costo complessivo dell’operazione è stato di oltre 70.000 euro, di cui le donazioni hanno coperto circa il 50%. Di questa quota, una parte consistente proviene direttamente dal mondo larp, attraverso iniziative promosse da associazioni e gruppi, con contributi economici sia da parte delle associazioni stesse sia da parte di singoli larper.
Questo dato evidenzia un rapporto che va oltre la semplice fruizione dello spazio. Come sottolinea Leonardo Molesti, il coordinatore della struttura, il legame con la comunità larp è “fraterno”: chi partecipa agli eventi non è solo un utilizzatore del luogo, ma allo stesso tempo beneficiario e sostenitore della sua esistenza.
Un luogo vivo, non solo una location
Il Convento dell’Incontro non è una struttura ricettiva in senso tradizionale e, al contrario di ciò che il nome farebbe pensare, non è abitato da una comunità religiosa stabile. È la sede dell’associazione Obiettivo Francesco, che si prende cura della gestione del complesso ed è attiva in progetti di solidarietà internazionale
L’associazione era impegnata in progetti con i frati francescani in Bolivia già prima della riapertura del Convento, avvenuta il 1° maggio 2001. Nel tempo, le attività si sono estese a Congo, Palestina, Israele, Libano e oggi anche all’Egitto, con il sostegno ad alcuni orfanotrofi. L’accoglienza di eventi — inclusi numerosi larp — è parte di un modello che mira a mantenere vivo il luogo, in coerenza con il suo spirito originario.
Tra i larp che si svolgono al convento, era in corso, proprio nei giorni del crollo del pozzo, Torrebruma Campus: una scuola di magia che ha tra le ispirazioni il mondo di Harry Potter e uno degli appuntamenti larp più riconoscibili in Italia. Eventi come questo hanno contribuito, nel tempo, a rafforzare il legame tra il Convento dell’Incontro e la comunità larp italiana. Per molte persone che partecipano, il convento non è soltanto una location, ma parte integrante e attiva dell’esperienza: uno spazio con una propria identità, capace di influenzare le storie che prendono forma al suo interno.
Leonardo Molesti ha utilizzato un paragone letterario per descrivere il modo in cui il convento viene vissuto da chi lo frequenta. Riferendosi al Castello di Hogwarts nella saga di Harry Potter, lo ha citato come esempio di luogo che, nella narrazione, sembra avere una propria identità. Ha indicato come, in questo senso, sia naturale immaginare anche il Convento dell’Incontro come uno spazio “vivo”, non nel senso letterale, ma come “insieme di storia, natura e spiritualità” che ne definiscono il carattere e influenzano l’esperienza di chi lo attraversa.
L’inaugurazione e il significato simbolico
L’inaugurazione del nuovo pozzo, avvenuta il 1° maggio 2026, è coincisa con i 25 anni di presenza dell’associazione al convento.
Insieme all’impianto interrato è stato realizzato anche un elemento simbolico in superficie: un piccolo pozzo costruito con le pietre emerse durante lo scavo, accompagnato da una targa commemorativa. Dal punto di vista tecnico, il nuovo impianto è progettato per durare nel tempo: tubazioni in PVC con collettori metallici, nessuna necessità di manutenzione dello scavo e un contesto geologico stabile, su un banco roccioso. L’area è inoltre soggetta a vincoli della soprintendenza, che ne tutelano il valore storico.
Un risultato condiviso
Il ritorno dell’acqua al Convento dell’Incontro non è solo la risoluzione di un problema tecnico, ma il risultato di una mobilitazione collettiva che ha coinvolto associazioni, volontari e partecipanti. Per la comunità larp rappresenta anche qualcosa di più concreto: la continuità di uno spazio che, negli anni, è diventato parte integrante delle esperienze di gioco, delle relazioni e delle storie condivise.
In un contesto in cui molte location sono intercambiabili, il Convento dell’Incontro si conferma come un luogo con una propria identità — e ora, di nuovo, con una fonte d’acqua accessibile.
Autori
Altre Notizie Recenti
Incendio nel villaggio larp di Bicolline
29/04/2026
Rilascio delle API ufficiali di ILDB
08/04/2026